Regolarmente, alcuni talenti eccezionali delle scuole dell’Assia presentano i risultati delle loro ricerche su determinati argomenti al Laboratorio degli inventori MINT del Centro di Chimica (ZFC). Quest’anno Clara Steiner, una nostra studentessa del programma plusMINT, faceva parte del gruppo di 16 studenti che, su un totale di 237 candidati, erano stati selezionati. Clara, studentessa del collegio plus-MINT Steinmühle e già iscritta al corso di laurea in Matematica, si è dedicata per una settimana alla produzione e all’analisi di strati di biossido di titanio fotocatalitici. Secondo quanto da lei stessa dichiarato, questa esperienza le ha permesso di «scoprire com’è davvero la ricerca».
Per Clara il tragitto fino alla sede di quest’anno del 35° Laboratorio degli inventori non era molto lungo: si è tenuto in collaborazione tra lo ZFC e l’Università Philipps, presso i dipartimenti di Chimica e Fisica sui Lahnberge di Marburgo. Quattro gruppi di quattro persone si sono dedicati ciascuno a diversi temi di ricerca, e Clara non vedeva l’ora di conoscere i suoi tre compagni e compagne di squadra per lavorare insieme a loro.
Il biossido di titanio: il tuttofare del futuro?
Il quartetto ha aperto la presentazione del progetto di ricerca, davanti a un pubblico per lo più virtuale, con una domanda: cosa hanno in comune la crema solare, la pittura murale e un impianto fotovoltaico? La risposta ha portato alla sostanza oggetto dello studio congiunto: il biossido di titanio, TiO₂.
Bisognava capire se questa sostanza potesse diventare il “tuttofare” del futuro: un materiale versatile, termicamente stabile, con un elevato potere colorante e coprente, resistente alla luce e praticamente insolubile in acqua. E la fotocatalisi è probabilmente la sua proprietà più importante, cioè la capacità di innescare reazioni chimiche grazie alla luce. Tutto questo spiega perché il biossido di titanio viene usato nei settori citati. Il biossido di titanio si produce tramite elettrolisi, costa poco ed è il pigmento bianco più importante. I giovani ricercatori hanno esaminato la sostanza al microscopio elettronico a scansione e si sono occupati della produzione e dell’analisi di strati di biossido di titanio fotocataliticamente attivi. Grazie alle sue proprietà, il materiale potrebbe forse contribuire a sviluppare metodi più efficienti per la conversione dell’energia. Ma, secondo Clara e i suoi colleghi, c’è ancora molta ricerca da fare prima di arrivare a quel punto.
“Di diretta rilevanza per la scienza”
L’evento è stato seguito da molti tramite schermi. Non solo il team della Steinmühle, guidato dalla responsabile dott.ssa Jutta Töhl-Borsdorf, ha seguito gli interventi, ma anche il ministro della Cultura Armin Schwarz si è collegato virtualmente. Ha elogiato gli eccellenti risultati dei partecipanti e ha definito i contenuti trattati nel laboratorio degli inventori «di immediata rilevanza per lo sviluppo scientifico ed economico del Land». Il ministro ha fornito un feedback a uno dei quattro gruppi. Il feedback per Clara e il suo team è arrivato da Michael Schmidt (Elkamet Kunststofftechnik). Ha sottolineato che la presentazione ha illustrato in modo eccellente l’ampio campo di applicazione del biossido di titanio e ha anche fatto capire quanto il gruppo si sia divertito e abbia provato gioia nel fare ricerca.
Oltre agli interventi specialistici, l’evento scientifico ha offerto anche momenti di svago. E non è stata solo la gita in pedalò sul fiume Lahn, fatta dai partecipanti durante il tempo libero del soggiorno di ricerca, ad avere un grande successo. In linea con il tema generale, durante la diretta i conduttori Joelina Gärtner e Pablo del Rio, anch’essi membri di MINTIES, hanno dato il benvenuto al chimico e science slammer Arne Nisters dell’Università Tecnica di Darmstadt.
Hanno tenuto i discorsi di benvenuto la prof.ssa Sabine Pankuweit, vicepresidente per le pari opportunità e lo sviluppo professionale all’Università Philipps di Marburg, il dott. Thomas Schneidermeier dell’organizzatore Zentrum für Chemie (ZFC) e Julia Woth della LandesEnergieAgentur (LEA) dell’Assia. Inoltre, tramite video e reel, è stato spiegato come lavorano le MINTIES allo ZFC e quali sono i loro obiettivi.
Obiettivo: competenza valutativa nelle discipline STEM
Il presidente dello ZFC, il dott. Thomas Schneidermeier, ha sottolineato quanto sia importante dotare i giovani di competenze di valutazione in ambito MINT, per poter interpretare correttamente anche le notizie dei media nel contesto delle nuove tecnologie. Per lui e per la responsabile di progetto dello ZFC, Magdalena Schmitt, è fondamentale collaborare con scuole, università, aziende, associazioni, fondazioni e ministeri nei progetti MINT rivolti agli studenti, per collegare nella vita di tutti i giorni i contenuti didattici classici ai settori professionali del campo MINT. In questo modo, l’associazione ZFC vuole contribuire a garantire la disponibilità di personale qualificato nel settore MINT.















































