Su 15 studenti, 13 si sono qualificati per le rispettive gare regionali
Nel concorso “Schüler experimentieren”, gli studenti della Steinmühle hanno approfondito interessanti questioni quotidiane relative all’alimentazione e alla natura. Con questo titolo, che fa parte della categoria «Jugend Forscht» dedicata alle scuole elementari e medie (fino a 14 anni), i più giovani della Steinmühlenschule hanno fatto incetta di premi: sono riusciti a imporsi su concorrenti per lo più più grandi di loro. Hanno conquistato cinque primi posti e un secondo posto. Il programma di sostegno precoce con il cosiddetto «laboratorio GuFi», dove si svolgono attività sia di base che avanzate, ha quindi dato prova della sua efficacia in modo impressionante.
Il fosfato negli alimenti – Come il cibo gustoso può diventare pericoloso
Con questo titolo, gli studenti Mats Böhmer, Marvin Preis e Joel Rucker hanno partecipato al concorso di chimica insieme alla loro tutor, la dott.ssa Jutta Töhl-Borsdorf.
Livelli troppo alti di fosfati nel sangue possono causare malattie cardiovascolari e osteoporosi. Il gruppo di studenti ha messo a punto dei test per analizzare il contenuto di fosfati in vari alimenti, come il döner, la salsiccia arrosto e la Coca-Cola. Hanno così scoperto che il kebab, spesso oggetto di critiche, apporta molto meno fosfato rispetto a una cola. Il progetto ha vinto il primo premio e potrà partecipare al concorso regionale ad aprile.
La Coca-Cola Light fa ingrassare? – Test della glicemia
Nell’ambito del dipartimento di biologia, le studentesse Rebecca Zenker e Hanna Schmidt-Dege hanno analizzato i livelli di glicemia dopo il consumo di vari dolcificanti, cola, cola light e patate.
Dai risultati ottenuti hanno dedotto che è meglio non assumere dolcificanti artificiali insieme allo zucchero e che le patate non fanno aumentare così tanto la glicemia se le lasci raffreddare prima di mangiarle. Il progetto del dipartimento di Biologia, sotto la supervisione della dott.ssa Jutta Töhl-Borsdorf, si è aggiudicato il 2° posto.
Come e in quanto tempo si deteriora davvero il latte?
Alla ricerca di una risposta a questa domanda, gli studenti Joshua Wieder, Morten Köhler e Benjamin Schul hanno svolto un progetto nel dipartimento di chimica. Il team ha studiato come diversi tipi di latte si deteriorano in presenza di vari fattori. A tal fine hanno costruito un apparato per il controllo della temperatura, hanno determinato i tempi di flocculazione e hanno effettuato tamponi batterici. Hanno scoperto, tra le altre cose, che l’aggiunta di zucchero accelera il deterioramento, mentre è possibile prolungare la conservabilità anche a temperatura ambiente aggiungendo lo xilitolo (un alcool di zucchero) e facendo entrare aria. La giuria ha assegnato al progetto, seguito dalla dott.ssa Jutta Töhl-Borsdorf, il primo posto tra i lavori della stessa fascia d’età. Il team parteciperà ora al concorso regionale.
Crema solare per alberi
Anche in questa occasione, nell’ambito della materia di chimica, gli alunni di quinta elementare Mats Egbring e Leonard Berger hanno partecipato al concorso sotto la guida del loro insegnante, il dott. Dietmar von der Ahe. Poiché il suo compagno di squadra non ha potuto partecipare il giorno del concorso, è stato Leonard Berger a presentare i risultati. I due studenti hanno isolato i pigmenti fogliari da diverse foglie autunnali colorate e li hanno rappresentati in un cromatogramma. Hanno utilizzato i pigmenti fogliari in soluzione – verde, rosso, giallo e giallo-marrone – come “protezione solare” contro i raggi UV, che simulano la luce del sole, sui batteri presenti nelle piastre di agar. Senza filtri colorati, la crescita dei batteri viene inibita. L’efficacia protettiva dei filtri a base di pigmenti varia dal 30 all’80%. Il filtro rosso mostra l’effetto protettivo più forte contro i raggi UV. Leonard Berger ha ricevuto per la sua presentazione un premio speciale interdisciplinare (equivalente a un primo premio) ed è stato ammesso alla fase iniziale del concorso regionale «Schüler experimentieren».
Erbe, tè e simili contro i batteri
Nei loro esperimenti di biologia, le studentesse Teresa Dinges, Neyla Fritz e Sophia Rogosch (tutte della classe 5), sotto la guida del loro insegnante, il dott. Dietmar von der Ahe, hanno studiato l’effetto di diverse varietà di tè, infusi di erbe e bevande alimentari sulla crescita dei batteri. Le diverse soluzioni sono state mescolate all’agar liquido, versate in piastre di Petri e poi vi sono stati spalmati sopra dei batteri presenti nella bocca. Contando le colonie batteriche, è stato possibile verificare l’effetto inibitorio delle soluzioni a base di erbe, tè e alimenti sulla crescita batterica. Il tè alla menta piperita e quello allo zenzero inibiscono maggiormente la crescita dei batteri. L’argomento è stato presentato da Neyla Fritz e Sophia Rogosch (Teresa Dinges non ha potuto partecipare perché impegnata nelle Olimpiadi di matematica). Il progetto si è aggiudicato il primo posto e si unisce così ai lavori ammessi al concorso regionale.
I giovani ricercatori (del progetto “Schüler experimentieren”) di Kassel con i loro tutor:
da sinistra a destra: Mats Böhmer, Joel Rucker, Morten Köhler, Joshua Wieder, Leonard Berger, Marvin Preis, Benjamin Schul, Neyla Fritz, il dott. Dietmar von der Ahe, Rebecca Zenker, Hanna
Schmidt-Dege, la dott.ssa Jutta Töhl-Borsdorf, Sophia Rogosch. Non compaiono nella foto i partecipanti Teresa Dinges e Mats Egbring.
