Chissà se il calcio femminile otterrà finalmente più riconoscimento grazie agli Europei di quest’anno e all’ottimo esordio della nazionale tedesca? Alla Steinmühle, in ogni caso, sono già un passo avanti su questo tema. Qui c’è stato un successo pazzesco – e lo stanno festeggiando tutti! Dopo le vittorie nelle fasi distrettuali e regionali, le ragazze della Steinmühle della categoria IV (nate nel 2010 e nel 2011) hanno conquistato, a sorpresa ma meritatissimo, il terzo posto alle finali regionali a Grünberg (ne abbiamo parlato). – Bronzo, quindi, alla finale dell’Assia di “Jugend trainiert für Olympia”!
Oltre alle ragazze, con la loro abilità e il loro impegno totale, anche un uomo ha contribuito in modo determinante a questo successo: Lothar Potthoff. È il direttore sportivo della MSG Marburg/Weimar, ha accompagnato le ragazze di Steinmühlen in tutte le gare e le ha preparate alla grande per questo torneo. È stato aiutato da Carlotta Weber della classe 6 e da Julian Arnold, membro dello staff tecnico della MSG. «È un successo enorme! Ovviamente le ragazze volevano arrivare a Berlino per la finale nazionale. Ma dopo la delusione iniziale, prevale la gioia per il terzo posto», ha riassunto l’allenatore. La sua squadra era infatti a un passo dalla finale, quando in semifinale è stata eliminata, un po’ sfortunatamente, ai tiri di rigore dalle future vincitrici del Gymnasium Oberursel.
«L’anno prossimo gareggeremo con questa squadra nella categoria III e vedremo cosa riusciremo a fare», dice Lothar Potthoff, già entusiasta delle prossime gare. È un allenatore con tutto il cuore e alla Steinmühle ha già allenato una squadra scolastica, «quella che adesso sta facendo la maturità».
Ha iniziato presto a dedicarsi al calcio, partendo dalla sua terra natale, il Sauerland, per poi continuare a Marburg, nel Waldtal, e con la squadra degli “Alten Herren” a Niederweimar. Nel 1988 ha iniziato a lavorare con i giovani.
Il fatto che sempre più ragazze giochino a calcio è un fenomeno che si è sviluppato nel corso degli anni. Le giocatrici portavano con sé le amiche, mentre la federazione promuoveva il calcio femminile. Data la mancanza di squadre composte esclusivamente da ragazze, le calciatrici spesso giocano nelle squadre maschili. Questo è possibile fino alla categoria Giovanili B.
“In Gran Bretagna, Francia o Spagna ci sono squadre femminili davvero forti che giocano davanti a 80.000-90.000 spettatori.” Lothar Potthoff critica la politica della DFB, in cui “vecchi uomini bianchi hanno a lungo sminuito il calcio femminile con poco rispetto.”
L’ex preside della Gesamtschule Ebsdorfergrund di Heskem non solo non riesce a capirlo, ma non lo approva nemmeno. Vede quanto si divertono le ragazze in maglia dello Steinmühlen a giocare a calcio e apprezza il fatto che ci siano sempre possibilità di allenarsi sul posto. Per lui, la vita da allenatore di calcio cinque giorni alla settimana è ormai parte integrante della sua esistenza e lo aiuta a staccare la spina: «Quando sono in campo, tutto il resto svanisce». I contatti sociali sono importanti per lui.
Ma a questo insegnante di storia e politica in pensione stanno a cuore anche altre cose, che vede realizzate grazie al suo lavoro di allenatore di calcio: «Gli sport di squadra contrastano la tendenza all’individualismo, promuovono lo spirito di gruppo e l’assunzione di responsabilità. Si aiuta l’avversario a rialzarsi e si è presenti quando servono più mani. Insomma, non si può portare una porta da soli.»
