I laureati e gli studenti del corso di perfezionamento dei corsi di Arti figurative, Formazione per insegnanti di arte, Storia dell’arte, Design di prodotto e Comunicazione visiva dell’Accademia di Belle Arti di Kassel hanno organizzato a dicembre la loro mostra di fine corso. La mostra si è tenuta alla documenta-Halle. I lavori di fine corso degli artisti hanno offerto alle studentesse del corso di arte della Steinmühlen, sotto la guida di Ines Vielhaben, uno spaccato della qualità e della varietà delle tendenze artistiche e di design contemporanee a Kassel. Nel resoconto del corso di arte della Steinmühlen si legge:
Armate di macchina fotografica, le studentesse si sono lasciate guidare dalla mostra, immortalando da diverse prospettive ciò che era insolito, sorprendente e che faceva sorgere domande. Le studentesse hanno concluso: quasi tutto in questi reperti è incredibile! Infatti, mentre a scuola erano abituate ai generi artistici classici come il disegno, la pittura, la scultura, il cinema e il design, nelle installazioni di questa mostra tutti i generi sembravano fondersi tra loro, con l’uso di tecniche all’avanguardia e un continuo e ironico mettere in discussione l’arte stessa. Le diplomate dei corsi di cinema, ad esempio, hanno ridipinto delle tele e vi hanno proiettato sopra disegni animati di un personaggio che correva.
Lo inquietante scanner facciale
Una neolaureata ha sperimentato con materiali apparentemente banali, presi dal negozio di bricolage e dalla cucina, per creare composizioni pittoriche generate quasi per caso. Un’opera realizzata con uno scanner facciale, a cui è stato dedicato uno spazio tutto suo, si è rivelata inquietante e tecnicamente impressionante allo stesso tempo. Qui il visitatore poteva animare in modo interattivo un volto virtuale, simile a quello di un videogioco, modificando le proprie espressioni facciali e la posizione della testa. La capacità di apprendimento dello scanner facciale ha lasciato tutti un po’ a bocca aperta e ha lasciato intravedere programmazioni all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale.
Il nuovo ruolo dello spettatore
In un’installazione che comprendeva una vera piscina, sopra la quale era montato uno schermo su cui veniva proiettato un video, i confini dell’arte si sono completamente sfumati. Nei video l’artista si metteva in scena mentre si interrogava su questioni esistenziali della vita e del suo senso. Grazie a questo lavoro artistico, alle studentesse è apparso chiaro che, oltre ai materiali insoliti, anche il ruolo dello spettatore nell’arte contemporanea era cambiato molto: il pubblico, infatti, invitato a entrare nell’acqua a 37 gradi – costumi da bagno e asciugamani erano a disposizione – diventava un soggetto partecipante, chiamato a sperimentare l’“unione” con l’acqua e anche con gli altri bagnanti.
Le spettatrici come parte della performance
«Anche se, secondo il resoconto, “nessuna di noi ha accettato l’invito, il nostro piccolo gruppo avrebbe dovuto partecipare a una sorta di performance”». Dopo un’ora passata a esplorare da sole lo spazio espositivo, le ragazze riponevano le loro speranze nella visita guidata di un mediatore d’arte professionista, che si sperava potesse spiegare tutto. Ma la guida Julian ha mandato all’aria queste aspettative già all’inizio della visita. Infatti, indossando un travestimento, si è letteralmente calato nel «ruolo del mediatore», rendendo così loro e noi parte di una performance: aveva infatti fatto stampare su tela delle foto della mostra, con cui aveva cucito elementi di abbigliamento che emanavano un’aura di potere. In questo modo, in qualità di guida di questa mostra, ci ha dimostrato la sua autorità; allo stesso tempo, però, questo look rifletteva il suo approccio ironico al ruolo del mediatore, sulle cui spalle gravava il peso dell’autorità interpretativa e della valutazione dei reperti esposti.
Si è discusso di alcuni aspetti degli studi artistici
A quanto pare, i visitatori più anziani che volevano unirsi alla nostra guida sono rimasti così sconcertati dal suo modo di fare un po’ provocatorio che solo il nostro corso avanzato di arte ha continuato ad ascoltare le sue spiegazioni. Anche se Julian non ha illustrato le opere esposte, ci ha fornito alcune informazioni di contesto molto interessanti sulla genesi dei lavori finali delle masterclass e sulla concezione della mostra. Per le studentesse, la parte più interessante alla fine della “visita guidata privata” è stata proprio fargli domande su vari aspetti degli studi artistici e della scena artistica.
Una visita come un tuffo nell’acqua fredda
Nel complesso, questa prima visita delle studentesse alla mostra d’arte contemporanea è stata un po’ come se fossero state gettate in acqua fredda – non a 37 gradi. Ma le chiacchierate con la guida e con Maren Eidenmüller, ex studentessa della Steinmühle, sui suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Kassel sono state così interessanti per tutte che nessuna si è pentita di aver trascorso la terza domenica di Avvento alla documenta-Halle invece che tra biscotti e candele accese. Conclusione: al giorno d’oggi tutto sembra degno di essere considerato arte e tutto sembra possibile nell’arte figurativa. È solo una questione di come lo si vende e di come lo si argomenta.
