Delegazione del Centro per la ricerca sui conflitti di Steinmühle: la classe 13 organizza una conferenza fittizia delle Nazioni Unite

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Perché non riescono a trovare un accordo per via diplomatica? – Visti i tanti conflitti politici nel mondo, questa domanda viene posta continuamente. Di recente, una delegazione del Centro per la ricerca sui conflitti dell’Università Philipps di Marburgo è venuta nella nostra scuola. Attraverso la simulazione di un conflitto internazionale, gli studenti del 13° anno hanno potuto condurre i negoziati durante una conferenza fittizia delle Nazioni Unite. Ben presto si sono resi conto che trovare un accordo non è affatto così facile.

Otium-Union, Anceps, Tavus, Furland e Gratenia: erano Stati immaginari con nomi di fantasia, i cui rappresentanti avrebbero dovuto scambiarsi opinioni durante colloqui informali e, in seguito, a una tavola rotonda. Gli studenti hanno vestito i panni di questi personaggi, muniti di targhette con il nome e rivolgendosi l’uno all’altro con il «lei». L’obiettivo era immedesimarsi nel proprio ruolo e in quello dell’interlocutore, affrontando temi quali l’identità nazionale, le rivendicazioni territoriali, i fattori economici e il mantenimento della pace.

 

Insistere sulla propria posizione

Tutte le parti coinvolte hanno spiegato, con una breve dichiarazione, quali fossero le loro posizioni. Ben presto è emerso chiaramente che qui si incontrano personalità molto diverse. Non tutte le parti si sono lasciate convincere, o lo hanno fatto solo con difficoltà; molte hanno insistito sulla propria posizione, opponendosi ad esempio con veemenza a un «trasferimento» proposto dalla controparte.

 

A volte “frustrante”

La valutazione finale avrebbe dovuto far emergere come si sono sentiti gli studenti nel loro ruolo. È venuta fuori la parola “frustrazione”: era difficile trovare un accordo, soprattutto quando chi negoziava perseguiva principalmente i propri interessi invece di orientarsi verso l’obiettivo comune. Tra i motivi citati: le dipendenze che rendono difficili gli accordi, oltre a tanti interessi particolari. La gente non sarebbe pronta a un compromesso.

“Hai idea di dove fosse ambientata la storia?” Ovviamente, alla fine è stato svelato in quale parte del mondo si fosse probabilmente parlato durante quelle tre ore di lezione. Gli ospiti dell’università hanno lasciato che indovinassimo e poi hanno spiegato che lo scenario descritto nella presentazione corrispondeva grosso modo al conflitto in Transnistria tra la Repubblica di Moldavia e l’autoproclamata Repubblica Transnistriana, con il coinvolgimento della Russia.

 

Rendere concreta la collaborazione con l’università

Bernd Hülsbeck, insegnante di materia e responsabile dell’area delle scienze sociali all’interno del dipartimento di Politica ed Economia della Steinmühle, vede eventi come questo soprattutto sotto il motto “Apertura della scuola”: «Abbiamo una collaborazione con l’Università Philipps di Marburgo e dobbiamo renderla tangibile». Alla delegazione universitaria, composta dal Prof. Dr. Thorsten Bonacker, dal Dr. Stéphane Voell, dalla Dr. Kerstin Zimmer e da Tabea Hanke, l’insegnante della Steinmühle ha espresso la sua gratitudine con un pensierino per la loro presenza. Grazie a eventi come questo, le lezioni – che nella classe 13 hanno proprio come tema le relazioni internazionali – assumono un carattere un po’ più pratico.

 

Il corso di laurea in “Ricerca sulla pace e sui conflitti” prepara, tra le altre cose, a lavorare presso l’ONU quando i collaboratori vengono inviati in zone di crisi.