Formazione interna per gli insegnanti: come usare la digitalizzazione nella quotidianità scolastica in modo ottimizzato e consapevole

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La programmazione della StoneApp e l’assegnazione del titolo “SmartSchool” da parte di Bitkom non rappresentano per la Steinmühle il gran finale della digitalizzazione, ma l’inizio di un ulteriore processo di ottimizzazione. La pandemia ha costretto gli studenti, ma soprattutto gli insegnanti, a un forte impegno nel campo digitale. Ma come proseguirà la digitalizzazione – fino alla fine della pandemia e, soprattutto, dopo? Queste domande hanno tenuto occupato il corpo docente della Steinmühle durante il corso di formazione interna per insegnanti di quest’anno.

Tra i metodi utilizzati per l’insegnamento digitale ci sono spesso dei concetti. All’inizio dell’evento di due giorni è stato presentato, proprio in questo contesto, il “Flipped Learning”, un “modo diverso di imparare” in cui gli studenti approfondiscono i contenuti a casa per poi presentarli in classe. È stato spiegato anche il metodo didattico “Peer Instruction”, sviluppato all’Università di Harvard. Si basa sull’esperienza secondo cui i compiti vengono compresi e risolti meglio in gruppo piuttosto che da soli. Questo viene verificato attraverso una sessione di domande in due fasi sull’attività in questione, in cui gli studenti esprimono prima la propria valutazione e poi quella risultante dalla discussione di gruppo. Nella seconda fase, i risultati complessivi risultano spesso nettamente più corretti.

L’uso dei media alla Steinmühle si basa su un progetto di educazione ai media. Allo stesso modo, anche la tutela dei minori nei confronti dei media riveste un ruolo importante alla Steinmühle. Anche questi ambiti, in quanto pilastri fondamentali del lavoro sui media, sono – proprio come la digitalizzazione stessa – dinamici e strutturati in modo nettamente diverso a seconda della fascia d’età.

Ottimizzare continuamente l’insegnamento e l’apprendimento: una sfida impegnativa per gli insegnanti. «Alla Steinmühle abbiamo il vantaggio di avere Malte Klimczak come responsabile della digitalizzazione, ma anche tanti colleghi motivati che si sono specializzati in diversi ambiti», ha spiegato Frank Wemme, organizzatore dell’evento. Così, se da un lato durante la seconda giornata di formazione c’è stata una presentazione del collega esterno Patrick Eckert sul metodo della “flipped classroom”, ma anche tra i colleghi interni diversi insegnanti si erano occupati di singoli aspetti in modo così approfondito da poter condividere le loro conoscenze con il corpo docente in modo proficuo, sia in plenaria che nei singoli workshop.

Considerando che si tratta di elementi strettamente legati sia a componenti analogiche che digitali, dal punto di vista organizzativo è stato integrato un corso di formazione di base sulla mediazione nel programma di formazione interna degli insegnanti. L’obiettivo della formazione è proprio quello di elaborare un repertorio comune di metodi che favorisca i processi di apprendimento e strutturi in modo sensato l’apprendimento nel corso degli anni. Ciò avviene nell’ottica dello sviluppo generale e del rafforzamento delle competenze personali e sociali, soprattutto nelle forme di apprendimento cooperativo e nella risoluzione dei conflitti, nonché nell’integrazione delle possibilità offerte dal digitale.

Secondo Frank Wemme, l’ideale sarebbe riuscire a elaborare un approccio metodologico di base che integri tutti gli elementi insegnati e, soprattutto, riuscire a metterlo in pratica nella quotidianità scolastica.