Mostra DS 13 sugli ideali di bellezza: Specchietto, specchietto nel mio cellulare…

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Gli ideali di bellezza ci sono sempre stati – e ci sono anche oggi. Ma ai nostri giorni sono onnipresenti, soprattutto sui social media. I giovani si trovano ogni giorno di fronte a una valanga di immagini che mostrano loro cosa si considera “bello”. Ognuno cerca un modello da seguire, cerca di adattarsi e di avvicinarsi a questi ideali. – Specchietto, specchietto nel mio cellulare, dimmi, sono il re? (Alligatoah)

 

L’immagine di sé occupa un posto centrale

Lo spettacolo inizia con una scena in cui i media la fanno da padrone. L’ossessione per gli ideali di bellezza, unita all’uso costante delle cuffie, porta a una minore interazione reale e spontanea in pubblico. Al contrario, la messa in scena di sé e l’affermazione di sé assumono un ruolo centrale – documentate da selfie e storie condivise sui social media.

 

Tormentato dai dubbi su se stesso

Uno di questi ragazzi, interpretato in modo convincente da Elias, sta proprio creando una nuova storia in diretta su se stesso. Ma all’improvviso rimane affascinato da una ragazza che lo attira come per magia. Si azzarda ad avvicinarsi a lei, arrivando persino a includerla nella sua storia in diretta. Ma prima di parlarle per chiederle di uscire, viene assalito dai dubbi: e se dicesse di no? – Io sono… io non sono come te. Non sono uno che fa colpo al primo colpo.

 

Vincere l’insicurezza

Questa insicurezza è accentuata dal contrasto con due personaggi che vengono presentati come l’incarnazione della perfezione e dell’auto-ottimizzazione. Il “Perfetto” lo sfida a rispondere: «E cosa sei esattamente “tu stesso”?» Un ragazzo balbuziente che sembra appena sceso dal letto? Ma lo scettico non è d’accordo. Insiste sulla spontaneità, l’autenticità e la bellezza dell’imperfezione. Nonostante la sua insicurezza, decide di chiederle di uscire.

 

Emozioni descritte con umorismo

Nell’ultima scena, gli spettatori si ritrovano immersi nei pensieri dei due protagonisti mentre si preparano per l’appuntamento. Sentimenti come il nervosismo, l’euforia primaverile e i sogni ad occhi aperti vengono descritti con umorismo e prendono vita grazie a un suggestivo teatro del corpo. Allo stesso tempo, su uno schermo viene mostrato come Elias e la ragazza che gli piace siano seduti uno di fronte all’altra – ma invece di guardarsi negli occhi, entrambi sono impegnati a perfezionare il proprio aspetto allo specchio.

 

Finalmente si guardano negli occhi

La piccola rassegna si conclude con un momento significativo: i due finalmente si guardano negli occhi.
Il pubblico – la classe di musica 13 e la classe DS 12 – è rimasto particolarmente entusiasta del teatro corporeo così espressivo, della musica scelta con cura e dell’impressionante interpretazione degli attori.

Hanno partecipato:
Arwen Seifert
Elias Schumann
Silas Krüger e
Luisa Harperscheid

Ines Vielhaben