Gli studenti dell’undicesima classe hanno parlato al Forum sull’energia con la ministra della Scienza Angela Dorn

, , ,

Il suono della campanella ha ricordato in modo inequivocabile che la lezione era finita. Altrimenti, gli studenti dell’undicesimo anno avrebbero sicuramente continuato a chiacchierare con Angela Dorn per ore. La ministra dell’Assia per la Scienza e l’Arte era ospite al Forum sull’energia della Steinmühle, ben consapevole che lì avrebbe incontrato studenti ben informati, come aveva anticipato. Da un lato una buona preparazione, dall’altro risposte credibili e ponderate e la capacità di mettersi alla loro altezza: è proprio questo il segreto di un dialogo fruttuoso con i giovani che stanno per diventare elettori per la prima volta. Ma andiamo con ordine.

Nella prima parte dell’evento è emerso chiaramente che gli studenti dei docenti Erno Menzel, Carmen Bastian e la dott.ssa Claudia Röder avevano approfondito la tematica dell’energia. Le classi dalla 11a alla 11e hanno analizzato a fondo il tema del gas liquido come potenziale concorrente del gas naturale, illustrandone vantaggi, svantaggi e caratteristiche. Per quanto riguarda le centrali nucleari, è stata fatta una valutazione simile, ovviamente senza tralasciare i possibili pericoli e il problema irrisolto dello smaltimento definitivo delle scorie nucleari. Si è anche valutato se le auto elettriche possano davvero salvare il clima. In questo contesto sono emersi temi come il lavoro minorile, l’estrazione del litio e il suo fabbisogno idrico, il problema del riciclaggio delle batterie e le infrastrutture relative alle stazioni di ricarica, oltre al possibile sfollamento forzato delle popolazioni nelle regioni di estrazione. Si è parlato anche del consumo energetico della digitalizzazione, oltre a un’intervista a Claudia Schnabel, sindaca del comune di Fronhausen/Lahn, e al risultato di un sondaggio secondo cui, in media, gli intervistati si dicono disposti a partecipare alla transizione climatica.

 

Per una migliore interconnessione europea

Non capita tutti i giorni di avere una ministra a scuola, ha detto contento il preside Björn Gemmer nel dare il benvenuto all’ospite. E così bisognava sottoporre ad Angela Dorn alcune domande scottanti. Ad esempio, se il metodo di cattura del carbonio, cioè lo stoccaggio sotterraneo della CO₂, fosse una soluzione adeguata. «Ne abbiamo bisogno in più», ha detto la ministra, aggiungendo che in Germania si sta andando nella giusta direzione. Interrogata sull’uscita dal nucleare, la ministra ha affermato che è inevitabile. Perché la domanda fondamentale è: cosa fare con le scorie radioattive? E la risposta arriva sempre secondo il principio di San Floriano: «Per favore, non da noi». «Al momento dipendiamo ancora dall’energia nucleare, anche da quella di altri paesi», ha ammesso l’ospite. Ma questo non può essere il futuro. Come possibile soluzione, Angela Dorn ha indicato gli incentivi statali per le aziende che riducono il proprio consumo energetico. «Qui servono rapidità e flessibilità. E dobbiamo reagire con precisione millimetrica».

Un altro studente ha chiesto di approfondire la questione dell’utilizzo dell’energia solare proveniente dall’Africa. «Anche la popolazione locale deve trarne beneficio», ha risposto la ministra, auspicando una migliore collaborazione a livello europeo e lo sfruttamento del potenziale degli spazi aperti già esistenti.

Il passaggio agli spostamenti a piedi, in bici o con i mezzi pubblici pone Angela Dorn di fronte alla questione di un utilizzo capillare delle auto elettriche. «Con le auto elettriche da sole non riusciremo a portare a termine la transizione energetica». Angela Dorn vede, ad esempio, l’introduzione del “Deutschland-Ticket” come un segnale positivo. «Ogni ora, ogni paese» collegato dai mezzi pubblici: questo è l’obiettivo per quanto riguarda i trasporti pubblici. Questo intento è stato accolto con un certo scetticismo dagli studenti, che hanno criticato la mancanza o l’insufficienza di sostegno nell’attuazione di alcune misure private per la transizione energetica.

 

Nessuna deindustrializzazione

L’evento con la ministra si è concluso con alcune dichiarazioni da parte sua. Ai cittadini dovrebbe essere offerta una scelta più ampia di comportamenti e misure in materia di energia, e lei ha affermato: «Ce la faremo solo se renderemo tutto questo attraente». Per Angela Dorn è chiaro che nelle aree urbane è molto più facile risparmiare risorse energetiche rispetto alle zone rurali, e che in linea di principio non è giusto far ricadere il peso sulle spalle dei singoli cittadini. Non si deve accettare né una deindustrializzazione né l’annullamento di tutti i diritti da parte della cosiddetta «Letzte Generation».

Nel dibattito è spuntato spesso il termine “motivazione”. Ha chiarito che, secondo la ministra, bisogna puntare sull’incoraggiamento piuttosto che sulle imposizioni. Si è parlato anche dell’equità intergenerazionale a cui puntare e, nonostante tutto, dell’importanza della coesione sociale: «Nessuno di noi», ha concluso Angela Dorn, «deve rimanere indietro in questa trasformazione».

Durante il forum sull’energia della classe 11 e la visita di Angela Dorn, ministra dell’Assia per la Scienza e l’Arte, sono stati affrontati o comunque discussi anche i seguenti argomenti: alimentazione, messa a riposo dei terreni agricoli, privatizzazione dell’UKGM, zone senza copertura di rete mobile, tratto di prova dell’«e-highway» per camion sull’autostrada A5, limiti di velocità.