Escursione intorno al lago Eder — Il sentiero Urwaldsteig del lago Eder
In quattro, venerdì pomeriggio, dopo aver preparato l’attrezzatura e il cibo, ci siamo messi in viaggio verso l’Edersee. Noi, cioè Lia, Grigori, Daniel e Schäfer. La meta: il sentiero Urwaldsteig Edersee da Herzhausen fino all’area di Steinmühle, dall’altra parte, prima di Asel Süd. La lunghezza dell’escursione era di circa 50 km, che abbiamo percorso in tre tappe.
Dopo aver impacchettato le cose personali venerdì, sul tavolo erano rimasti ancora un numero sorprendente di oggetti importanti per l’escursione: pentole, fornello, bombole del gas, provviste per tre giorni e tante altre cosette. Eppure, in qualche modo, tutto è entrato negli zaini e il viaggio è potuto partire.
Dopo il viaggio verso il lago Eder, verso le 17:00 abbiamo iniziato l’escursione con una breve tappa. Avevamo davanti a noi circa 5 km e, dopo un bel inizio, verso le 18:00 siamo arrivati nella piccola baia proprio di fronte all’area di Steinmühle. Lì abbiamo montato il nostro primo accampamento. Giusto in tempo per cucinare ha iniziato a piovere, così abbiamo montato prima la tenda per poter preparare e cucinare il cibo all’asciutto. Il menu era asiatico: quindi tagliare le verdure, rosolare la carne e cuocere la pasta. Abbiamo dovuto comprare la carne lungo il percorso, perché quella che avevamo preso prima, purtroppo, non era riuscita a trovare la strada fuori dal frigo di casa mentre facevamo i bagagli. Il cibo era più che abbondante, ma come per miracolo è rimasto solo un piccolo avanzo, che il giorno dopo ci è servito da spuntino. La sera, nonostante il tempo, ci siamo seduti intorno all’hobo di fronte al piccolo fuoco, ma poi siamo spariti nei sacchi a pelo a ora di letto. La mattina dopo era fredda (4 °C) ma piacevole e, dopo una ricca colazione a base di uova strapazzate, pane e muesli, abbiamo smontato il campo. Già all’inizio dell’escursione di oggi ci siamo resi conto che dovevamo prestare molta attenzione ai segnali del sentiero per non perdere la strada. Il sentiero si snoda attraverso i pendii boscosi del lago Eder e non smette mai di stupirci per i posti meravigliosi che la nostra zona ha da offrire, invisibili sia dall’auto che dal lago. Come già detto, bisogna sempre prestare attenzione alla segnaletica se non vuoi perderti. Infatti, nonostante la segnaletica sia abbondantissima, abbiamo dovuto constatare che nei punti cruciali manca proprio la segnaletica. E guai a chi non ha una bussola e una mappa orientata verso nord. Senza di esse, avremmo preso più volte la direzione sbagliata.
Così, ben presto si è affermata la massima: «Sempre verso ovest, e prima o poi incroceremo il sentiero». Dopo una lunga pausa pranzo a Nieder-Werbe, che Grigori e Daniel hanno sfruttato per un bagno rinfrescante (se si può definire “bagno” quei pochi secondi passati in acqua), siamo tornati nei boschi del lago Eder. Nel pomeriggio abbiamo potuto goderci il lusso della prima funivia dell’Assia, che ci ha portato un pezzo di strada fino al castello di Waldeck, prima di risalire subito dopo dall’alto con lunghe curve la montagna dall’altra parte fino alla diga. Più tardi del previsto, verso le 18:00, abbiamo raggiunto la meta segreta della giornata, la diga, e ci siamo concessi un gelato. Abbiamo approfittato del sole e della pausa. Ora non restava che trovare un posto adatto dove dormire. Visto che la ricerca non aveva dato risultati, abbiamo deciso all’ultimo momento di mangiare una cena leggera e di rimandare la cena vera e propria al pranzo del giorno dopo, per avere tempo di cercare un posto. Per fortuna abbiamo trovato un posticino bello e tranquillo non molto lontano, a circa 150 metri di dislivello: un bel prato con alberi secolari, dove persino una volpe è venuta a darci la “buona notte”. Con gli ultimi raggi di luce ci siamo infilati nei sacchi a pelo, stanchi ma felici. La mattina dopo, dopo una notte con solo 2 gradi, è iniziata con il sole a tutto campo. Il tutto accompagnato da caffè e uova al tegamino sul pane. Chi ha bisogno di altro? Dopo aver smontato il campo, ci siamo affrontati il boss finale, cioè l’ultimo giorno, l’ultima tappa. Com’era naturale, e anche perché non eravamo abituati, ci sentivamo tutti un po’ provati e qualche piccolo acciacco si faceva sentire. Ciononostante, dopo una bella mattinata, anche se faticosa, verso le 13:30 abbiamo raggiunto l’area di Steinmühle sul lago Eder. Esausti e stanchi, ma felici di aver raggiunto la meta, ci siamo messi a cucinare gli spaghetti Miracoli, arricchendoli con tanto formaggio, abbondante pancetta e cipolla. Appena finito di lavare i piatti, è arrivata puntuale anche la nostra navetta per tornare a casa.
Nel complesso abbiamo fatto un’escursione davvero bella, ricca di panorami e di esperienze. Oltre alle gambe indolenzite e ai volti stanchi, ci portiamo a casa tante nuove immagini e bei momenti trascorsi nei boschi della nostra terra: sentieri tortuosi, momenti in cui ci siamo dovuti riorientare nel bosco senza sentieri, con mappa e bussola, cucinare su ceppi di legno ardenti, la prima funivia dell’Assia, tanti saliscendi e la consapevolezza che: «A volte è scomodo, ma se vai avanti, arrivi a destinazione.»
Schäfer 














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