“Du atmest Steinmühle”: addio ufficiale al preside Bernd Holly, che va in pensione

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Lì dove di solito sono appesi gli striscioni di incoraggiamento per la maturità, all’ingresso del Forum, in questo martedì di luglio si vede solo un unico grande manifesto. «Bernd, ce la farai! I tuoi amici». Gli amici e la maggior parte di chi conosce il preside uscente – lo sanno tutti: Bernd Holly non vedeva l’ora che arrivasse questo giorno. Dopo 22 anni alla Steinmühle e all’età di 66 anni, la legge sui funzionari pubblici dell’Assia ha posto fine all’attività di Bernd Holly, educatore, organizzatore e soprattutto filantropo, per aver raggiunto il limite di età.

Non è stato un addio come tutti gli altri, quell’evento che era iniziato alle 16. Anche cinque ore dopo, gli ultimi ospiti erano ancora nel foyer e davanti alla porta, con bicchieri e stuzzichini in mano, a chiacchierare: con gli altri presenti, con lo stesso Bernd Holly. A quel punto, la parte più emozionante del tardo pomeriggio era ormai superata, i fazzoletti più o meno riposti. Ce l’avevano fatta, anche per Bernd Holly.

Se ne va un insegnante… un preside. E allora?, potresti dire, capita. Ma sono stati i nomi sulla lista degli invitati e, soprattutto, le parole profonde dei numerosi oratori a far capire che qui se ne va una persona davvero speciale dalla Steinmühle. Non c’erano nemmeno le solite acrobazie verbali che si usano per far sembrare l’operato di una persona particolarmente importante e brillante. Non c’erano nemmeno le solite frasi di circostanza, e nemmeno un curriculum alla fine un po’ insipido come spesso capita, con poco da ricordare, da ridere o da raccontare.

Si dice che un buon certificato di lavoro descriva semplicemente ciò che una persona ha fatto. Se dovessi riassumere l’operato di Bernd Holly in così poche parole, la seguente formulazione ne renderebbe bene l’essenza: Se ne va un eccellente comunicatore, per il quale le competenze relazionali erano più importanti dei voti, capace di trasmettere messaggi in modo chiaro anche in situazioni difficili. Se ne va una figura autorevole e rispettata, sempre pronta ad ascoltare le difficoltà della comunità scolastica. Se ne va una persona che “capisce gli studenti”.

Per Bernd Holly si trattava di aiutare gli studenti a superare le possibili paure in un mondo sempre più complicato e di offrire loro una prospettiva. Essere un modello di riferimento era importante per lui, ed essere autentico era una cosa naturale, per cui non doveva recitare.

Forse dipende dal fatto che le circostanze nella vita di Bernd Holly non sono sempre state facili. Ancora oggi ringrazia il suo ex insegnante delle elementari per averlo raccomandato al liceo: all’epoca era un’eccezione per un figlio di operai.

22 anni fa, quando Bernd Holly, insegnante di tedesco, educazione civica ed educazione fisica, arrivò alla Steinmühle, la scuola non era affatto come la conosci oggi. È grato di aver potuto contribuire a questi cambiamenti e anche per i tanti studenti che ha avuto il piacere di seguire. Sa già cosa gli mancherà di più: «Questo meraviglioso corpo docente. Qui si aprono nuove strade nella vita».

Per Bernd Holly, la professione di insegnante comporta compiti fondamentali per la scuola e la società. Ed è proprio questo che ha sempre sostenuto.
(Egon Vaupel, presidente dell’associazione Schulverein Steinmühle e.V.)

Ringrazio Bernd per essersi candidato insieme a me, che all’epoca avevo 34 anni, alle elezioni per la doppia guida. Ha instaurato una vera e propria simbiosi con la Steinmühle e al telefono si presentava sempre come «Holly della Steinmühle» – indipendentemente da chi chiamasse, che fosse l’ufficio scolastico, i genitori o il negozio toom.
(Björn Gemmer, preside)

Ha sempre messo le persone al primo posto e con questo ha lasciato il segno allo Steinmühle.
(Rainer Nietzke a nome del comitato aziendale)

La scuola dovrebbe essere un posto dove i bambini vanno volentieri. Bernd Holly ci è riuscito.
(Dr. Thomas Spies, sindaco della città di Marburg)

Bernd Holly ha sempre una parola gentile, è una persona alla mano, è sempre stato disponibile e pronto ad ascoltare.
(Nadine Bernshausen, sindaca e assessore all’istruzione della città di Marburg)

Era affettuoso ma energico, deciso e con un atteggiamento risoluto nelle situazioni di stress.
(Brigitte Kettner, ex preside della Steinmühle)

Tra noi non c’era spazio nemmeno per un foglio di carta, nonostante le posizioni spesso contrastanti. La nostra collaborazione è stata leggendaria. Era un vero maestro nell’organizzare gli orari; una volta si è chiuso in ufficio e non è uscito finché non aveva finito. Grazie, Bernd.
(Ulrich Schmermund, ex preside della Steinmühle)

Semplicemente un tipo in gamba, pieno di umanità, forza e coraggio.
(Matthias Bosse, preside della scuola Alfred Wegener di Kirchhain)

Ha fatto in modo che ci fosse un buon clima scolastico.
(Joela Schwing, Julia Fischer ed Eren Pektas per il consiglio studentesco)

Sei una leggenda. Sei l’anima stessa di Steinmühle.
(Dott.ssa Claudia Schmölz, presidente del consiglio dei genitori)

Fin dall’inizio hai preso le difese del collegio. Questo mi è rimasto impresso.
(Gisela Buurman per il collegio Steinmühle)

Sono davvero commosso. Quante parole gentili. È un vero peccato che ci siamo conosciuti meglio solo relativamente tardi.
(Christoph Aßmann, direttore dell’Ufficio scolastico statale di Marburg)

 

Citazioni di Bernd Holly:

Ho una malinconia terribile e di sicuro non me ne vado di mia spontanea volontà.

Stiamo discutendo di asterischi di genere e lupi. Dovremmo pensare ad altro.

Fate attenzione a chi sono i “bambini che comandano” nelle vostre classi. È fondamentale (rivolto al corpo docente, con riferimento a un termine coniato un tempo da sua figlia Michelle).

Due grandi nomi lasciano la scena. Zlatan Ibrahimovic e io (con un po’ di autoironia, riferendomi al calciatore professionista che ha appena concluso la sua carriera).

Una sorta di “flauschocrazia”, a volte un po’ troppo protettiva (come ha scoperto Bernd Holly all’inizio della sua esperienza allo Steinmühle).

Le scuole e gli asili dovrebbero essere gli edifici più belli e meglio attrezzati. Non le banche.

Nel 90% dei casi siamo stati subito d’accordo. Sul resto ne abbiamo discusso in modo ragionevole (Bernd Holly sul suo ruolo di preside nella doppia guida insieme a Björn Gemmer).

Se la cava con la pedagogia, con i numeri e con le persone. Dirk Konnertz, in qualità di amministratore delegato, è una vera fortuna per la Steinmühle.

 

Un programma di intrattenimento tutto personale: la tua musica preferita e tante foto

Dirk Konnertz ha curato in prima persona l’organizzazione della cerimonia di commiato, con un sottofondo musicale e tocchi personali che non avrebbero potuto essere più azzeccati. Il tenore Félix Müller, diplomato quest’anno alla Steinmühle, insieme a Olaf Roth al pianoforte, ha regalato al pubblico una versione della ballata “Time To Say Goodbye” che ti è entrata dritto nel cuore. Uno dei più grandi successi americani, «My Way» di Frank Sinatra, è stato interpretato da Olaf Roth al pianoforte e Tom Herfert al sassofono come sottofondo a una proiezione di foto su Bernd Holly. Dirk Konnertz ha presentato un’impressionante selezione di immagini provenienti dall’archivio dell’ex collega della Steinmühle, il dottor Jürgen Beier.

Per evitare che stare seduti a lungo diventasse troppo faticoso per i circa 200 presenti – tra cui i familiari di Bernd Holly, i suoi amici e i colleghi di un tempo e di oggi – c’è stata una breve pausa di movimento con Marcel Kalb, il futuro responsabile dell’educazione fisica della scuola. Quando gli era stata chiesta la sua canzone preferita, Bernd Holly aveva citato, tra le altre, “Imagine” di John Lennon. E anche questa gli è stata regalata a sorpresa, cantata da Anna Prokop e accompagnata da Tom Herfert. Il consiglio studentesco ha consegnato a Bernd Holly un buono per un progetto di beneficenza a sua scelta – sapendo bene che il preside uscente è sempre pronto a sostenere iniziative di beneficenza.

Dirk Konnertz ha ringraziato Bernd Holly per i bei momenti trascorsi insieme con la canzone di Peter Gabriel “Don’t give up”, cantata da Matthäus Otte e Anna Prokop e accompagnata strumentalmente da Tom Herfert (sassofono) e da lui stesso (tastiera). In questa occasione, il preside uscente ha rivolto al corpo docente queste parole: «Rimanete fiduciosi. L’ottimismo è importante».