{"id":64857,"date":"2021-03-02T13:14:22","date_gmt":"2021-03-02T12:14:22","guid":{"rendered":"https:\/\/test.steinmuehle.de\/blog\/2021\/03\/02\/lex-studente-vincent-haiges-lavora-come-reporter-di-guerra\/"},"modified":"2021-03-02T13:14:22","modified_gmt":"2021-03-02T12:14:22","slug":"lex-studente-vincent-haiges-lavora-come-reporter-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/steinmuehle.de\/it\/blog\/2021\/03\/02\/lex-studente-vincent-haiges-lavora-come-reporter-di-guerra\/","title":{"rendered":"L&#8217;ex studente Vincent Haiges lavora come reporter di guerra"},"content":{"rendered":"<p>Immagini di case bombardate, scenari di guerra, polvere, macerie e cenere: le immagini dell\u2019Iraq che si vedono nei telegiornali sono autentiche, ma non complete. Questo Paese, in realt\u00e0 ricco ma afflitto da una grande povert\u00e0, ha anche altre sfaccettature. Selfie, narghil\u00e8, gare in bici, biliardo e consumo smodato di alcol sotto uno dei ponti sul Tigri a Baghdad, dove di notte si ritrovano i giovani. Di notte, \u00aba una temperatura sopportabile di 35 gradi\u00bb, come dice Vincent Haiges. La vita della gente si svolge all\u2019aperto.    <\/p>\n<p>L&#8217;ex allievo del collegio Steinm\u00fchle ha vissuto in Iraq per due anni. Prima nel nord, poi nella capitale. Visita anche altre zone di crisi. Per mettere il dito nella piaga, per dare un contributo alla trasparenza nel mondo, per conoscere anche gli altri punti di vista. Per completare il quadro, fornire spiegazioni, trasmettere conoscenza.    <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&#8220;La libert\u00e0 comporta <\/strong><strong>responsabilit\u00e0\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la maturit\u00e0, Haiges ha fatto il suo primo viaggio e a 21 anni \u00e8 arrivato in Marocco. \u00abRaccontami della Germania\u00bb, sente ancora oggi dire da Mustafa. \u00c8 stato in quel momento che Haiges ha iniziato a rendersi conto delle disuguaglianze globali. Ma cosa farsene di questa consapevolezza?, si \u00e8 chiesto.    <\/p>\n<p>Si rese conto che la libert\u00e0 comporta delle responsabilit\u00e0. Vincent Haiges inizi\u00f2 a studiare a Vienna e a Londra, specializzandosi in ricerca sui conflitti e diritto internazionale.  <\/p>\n<p>Ha concluso gli studi universitari con un master in scienze politiche. Il suo desiderio di recarsi nei focolai di crisi di tutto il mondo, immortalare gli eventi con la macchina fotografica e presentarli al pubblico non \u00e8 mai venuto meno. <\/p>\n<p>Con le immagini ci riesce bene, i suoi reportage riscuotono grande successo. Un gruppo di clienti di alto livello nel settore dei media \u00e8 interessato a ci\u00f2 che Vincent Haiges porta con s\u00e9 nella tranquilla Europa centrale: Der Spiegel, Deutsche Welle, Die Zeit, Goethe-Institut. Ma anche testate straniere: dal Giappone, dalla Svizzera o persino Al Jazeera. Vincent Haiges documenta le zone di crisi anche per conto dell\u2019ONU.   <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&#8220;Indossavano le mascherine &#8211; <\/strong><strong>non per il coronavirus\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Quando il giornalista racconta degli eccessi alcolici sotto il ponte sul Tigri, non vuole minimizzare la violenza e il terrore nel Paese. Il ricordo probabilmente pi\u00f9 terribile che gli \u00e8 rimasto \u00e8 la visita a un carcere di massima sicurezza a Mosul, nel nord dell\u2019Iraq. Secondo Haiges, le foto permettevano di rendere l\u2019idea di ci\u00f2 che succedeva l\u00ec. Si vedevano persone che indossavano maschere. \u00ab&#8230;Ma non per il coronavirus, bens\u00ec per l\u2019odore dei cadaveri.\u00bb<\/p>\n<p>Col tempo, queste esperienze hanno insegnato al giornalista una certa umilt\u00e0. Non tutti sono tagliati per fare il reporter di guerra, anche se sanno scrivere o fotografare. Ci vuole la capacit\u00e0 di entrare in contatto con le persone, la volont\u00e0 evidente di adattarsi, l\u2019interesse sincero di sentirsi uno di loro, almeno per un po\u2019. Vincent Haiges ha imparato l\u2019arabo e lavora sempre con una collega donna, che conduce le interviste sul posto con le donne \u2013 a causa del ruolo sociale della donna irachena. In loro presenza, un uomo straniero \u00e8 un tab\u00f9, figuriamoci come intervistato. Il ricorso a un produttore e traduttore locale, un cosiddetto \u201cfixer\u201d, \u00e8 comunque una necessit\u00e0. \u2013 Un apparato, per quanto gestibile, che deve essere organizzato e funzionare.      <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&#8220;Non dare troppo peso a <\/strong><strong>una volta\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Durante la conferenza alla Steinm\u00fchle, a Haiges viene chiesto se non rischi di esaurirsi. Riesce a ritrovare la calma grazie alle pause necessarie nel suo appartamento a Berlino-Kreuzberg \u2013 un posto il cui nome, di per s\u00e9, incute gi\u00e0 rispetto a molti abitanti di provincia. Alcuni accorgimenti per mantenere forza ed energia sono tradizionali, ma comunque collaudati, dice Haiges: fare delle pause, non fare troppo tutto in una volta, mangiare bene e dormire bene, fare sport.  <\/p>\n<p>Il suo avversario invisibile: il disturbo da stress post-traumatico.<\/p>\n<p>Vincent Haiges, classe 1988, ha conosciuto l\u2019istruttore di canottaggio Martin Strohmenger quando era ancora direttore del collegio. I ricordi sono vivi da entrambe le parti, anche se oggi i loro programmi sono ovviamente diversi. Mentre la comunit\u00e0 di Steinm\u00fchle ha iniziato il nuovo anno con calma, sotto l\u2019effetto del lockdown che continua, Haiges si preparava per la sua prossima missione a gennaio. Stavolta in Europa, in Bosnia, nella zona di confine con la Croazia.   <\/p>\n<p>Gli \u00e8 stato chiesto se sarebbe stato di nuovo pronto cos\u00ec in fretta, e la risposta \u00e8 stata chiara: \u00abCredi in quello che fai. \u00c8 il fattore pi\u00f9 importante per la resilienza\u00bb. <\/p>\n<p><em>(Vincent Haiges ha tenuto la conferenza a dicembre, nel rispetto delle norme anti-pandemia, davanti agli studenti del 13\u00b0 anno. L\u2019evento \u00e8 stato organizzato da Bernd H\u00fclsbeck, insegnante di scienze politiche, economia e storia alla Steinm\u00fchle).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immagini di case bombardate, scenari di guerra, polvere, macerie e cenere: le immagini dell\u2019Iraq che si vedono nei telegiornali sono autentiche, ma non complete. Questo Paese, in realt\u00e0 ricco ma afflitto da una grande povert\u00e0, ha anche altre sfaccettature. 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